Aula 1.0: una voce dalla prima linea | Seconda parte: gli ambienti


Ed ecco la seconda parte del mio contributo per iS,
il periodico di Pearson per l’innovazione didattica – e non solo.

Qui il link diretto, e qui sotto il testo completo: buona lettura,
mentre per le immagini e lo schema rinvio volentieri al sito iS di Pearson.

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Studenti, docenti, LIM, iPad, etc. convivono in uno spazio comune, l’aula.
Dopo un anno di esperienza con una configurazione tradizionale (aula rettangolare, cattedra al centro verticale di un lato corto, lim su un lato del docente,
banchi posizionati frontalmente in righe), stiamo sviluppando un concetto differente.

In effetti l’aula tradizionale è concepita in funzione statica e gerarchica:
i mobili occupano sempre lo stesso posto, mentre il docente è nella testa dello spazio. Tuttavia, per definizione, il digitale è dinamico (fluido, mobile, e mobile devices
sono appunto i tablet, i notebook, etc.). Inoltre, osservati dalla prospettiva della dinamicità, i banchi e la cattedra sono soprattutto barriere, impedimenti al movimento.
Abbiamo dunque optato per un nuovo design dell’aula che avesse le caratteristiche
di dinamicità necessarie, senza con questo perdere la dimensione “solida”
che, positivamente, connota il rapporto dell’uomo con lo spazio.
Ecco la soluzione attuale: i banchi sono stati spostati contro le pareti
(2 lati lunghi e 1 corto) in una sorta di “ferro di cavallo” orientato verso il perimetro,
mentre la cattedra è decentrata in un angolo del rettangolo.
La LIM è sempre sul lato corto del docente, visibile a tutti,
ma soprattutto lo spazio centrale si è dilatato di molto, creando un proscenio aperto
e privo di barriere dove si svolge il “teatro” della lezione,
o per meglio dire le attività in comune con focus verso il centro ideale,
attività che il docente può fare da sé o far fare agli studenti.
In effetti, per prendere appunti (iPad o carta è lo stesso, in questo senso)
il banco non è strettamente necessario
(stiamo valutando anche l’uso di ribaltine aggiuntive per le sedie).

La funzione ovvia del banco in quanto appoggio e “postazione di lavoro” non viene persa, ma finalizzata al lavoro individuale. Infatti, su indicazione del docente,
gli studenti girano le sedie verso il banco e lavorano individualmente
(studio, compiti, ricerche, …). Per agevolare questi movimenti, e per ridurre al minimo spostamenti e rumori, abbiamo optato per sedie ergonomiche lavorative,
cioè con schienale alto e poggiatesta, braccioli, ruotabili a 360° e con 5 razze
dotate di rotelle. In pratica, passare dal settaggio 1 (lavoro comune con focus al centro)
al settaggio 2 (lavoro individuale) è questione di niente (gli studenti semplicemente ruotano su se stessi), senza contare i benefici per la schiena:
i ragazzi frequentano la scuola 5 giorni alla settimana, 8 ore al giorno.

Non solo: i banchi sono di dimensioni generose (120×60 cm)
e possono essere facilmente spostati per creare isole di lavoro per gruppi,
senza contare l’apporto di altri banchi a disposizione nell’angolo vuoto dell’aula.
Oppure, si può ri-configurare un ferro di cavallo tradizionale,
ovvero persino l’aula con le classiche righe di banchi.
In altri termini, creare una postazione di lavoro specifica (con i banchi al centro,
per esempio) è questione di 1 minuto, inclusa la fisiologica “risposta”
da parte degli studenti (attivazione e ri-settaggio).

In sintesi: ciascuno ha ancora il proprio posto – dimensione solida – e nel contempo
è possibile configurare l’aula – dimensione dinamica – a seconda delle esigenze.
I mobili sono (tornati a fare i) mobili.

Una nota di rilievo: le nostre aule sono concepite per ospitare un massimo di 12 studenti (spero che i colleghi abituati al doppio e più non mi odino troppo…), ma per il Ticino
non sono numeri particolarmente strani. A ogni modo, pensiamo che il modello
funzioni anche con classi sino a una ventina di studenti (per esempio,
con aule più grandi delle nostre, o con banchi più corti sul lato lungo),
e l’esperienza ci darà altre risposte e indicazioni.

Per rispondere a una possibile domanda – Ma quanto costa? – dirò in sintesi: poco.
Tutti i materiali sono comodamente reperibili presso una celebre ditta svedese
di arredamenti… Con il vantaggio che, qualora un elemento dovesse guastarsi,
la sostituzione è rapida ed economica.

Vorrei dire che…

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